Parco Naturale Regionale Monti Simbruini

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Data: 19/10/2019
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Parco Naturale Monti Simbruini

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Parco Naturale dei Monti Simbruini

Il Parco naturale regionale dei Monti Simbruini è la maggiore area naturale protetta del sistema dei parchi e delle riserve naturali della Regione Lazio, con cime che raggiungono e superano i 2100 metri. Il nome “Simbruini” deriva dall’elocuzione latina sub imbribus, traducibile con “sotto le piogge”. Già gli antichi latini, infatti, notarono l’abbondanza di precipitazioni in quest’area, in alcuni anni addirittura doppie rispetto alla media regionale. Il territorio del Parco dei Monti Simbruini ricade su 7 comuni, a cavallo tra le provincie di Roma e Frosinone.  Il limite settentrionale della più estesa area protetta della Regione Lazio combacia col confine della Regione Abruzzo, mentre a sud-ovest segue la cresta del monte Viglio, la vetta più alta del Parco (2156 metri). Nel Parco si trovano estese aree boschive (soprattutto faggete) di alto e piccolo fusto, insieme a zone prative ancora destinate al pascolo, mentre sono presenti numerose specie vegetali; tra quelle arboree, spiccano la roverella, il carpino, il nocciolo, il castagno e il faggio, mentre specialmente sui versanti montuosi esposti a sud troviamo anche leccio e terebinto. Per quanto riguarda la fauna presente sul territorio, è documentata la presenza del lupo appenninico, mentre ci sono stati sporadici avvistamenti dell’orso bruno marsicano. In espansione la volpe e soprattutto il cinghiale, insieme al capriolo; si trovano anche piccoli carnivori, come le martore le donnole, le faine e i tassi, mentre tra gli uccelli notevole importanza ha l’aquila reale oltre al falco pellegrino  sulle pareti rocciose. Numerosi invece i rapaci di bosco come l’astore e lo sparviero, mentre tra i notturni predominano la civetta, il barbagianni e l’allocco. Nei boschi di quercia e di faggio si può facilmente udire il grido della ghiandaia e della cornacchia, oltre al tambureggiare delle numerose specie di picchi. Gli estesi boschi del Parco ospitano topolini selvatici, ghiri e scoiattoli ma anche ricci, istrici e rettili. Nel fiume Aniene che attraversa il Parco si trovano, per la presenza di acque pulite e ossigenate, la caratteristica trota fario e quella d’allevamento, oltre al gambero di fiume. Nel febbraio 2009 è terminato il progetto di reintroduzione del cervo.

Un commento

  1. Da dove si parte e a che ora

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